Hotel – Brie al 60%: l’ingrediente dei grandi hotel
La strategia dei grandi luxury hotel internazionali, da Parigi a Londra, prevede che l’aperitivo venga percepito come una dimostrazione appagamento sensoriale in linea con la proposta della struttura.
Lavora anche tu con questa armonia, utilizzando un ingrediente di eccellenza, il Brie Plaisir du Roy 60% di grassi, e la tecnica dell’Ingrediente Firma, un approccio di marketing reale utilizzato per valorizzare i prodotti d’origine controllata ed elevare la percezione del buffet o del servizio al tavolo.
L’obiettivo è far capire all’ospite che quel formaggio non si trova lì per caso, ma è stato selezionato per la sua specifica percentuale di grassi, che garantisce una texture setosa e un sapore di panna fresca inarrivabili per i prodotti commerciali.
Nelle cucine dell’alta hôtellerie, il Brie Plaisir du Roy 60% di grassi viene valorizzato rispettando la sua natura, senza snaturarlo, ma inserendolo in abbinamenti d’autore codificati.
Il primo finger food si ispira alla grande scuola francese dell’accostamento tra formaggi d’alpeggio e textures croccanti. Si prepara un mini-éclair salato, una declinazione gourmet della classica pasta choux, farcito al momento con una mousse leggera ottenuta lavorando il Brie, lasciando pezzetti di crosta fiorita all’interno per preservare l’autenticità del gusto. Sopra l’éclair viene adagiata una finissima losanga di mela Granny Smith marinata nel succo di limone e un pizzico di sale Maldon. L’abbinamento ideale per questa proposta è un calice di Champagne Brut, possibilmente un Blanc de Blancs: la spiccata acidità e l’effervescenza del vino tagliano delicatamente la parte grassa del formaggio, ripulendo la bocca e valorizzando la nota di crosta di pane comune a entrambi i prodotti.
Il secondo concetto attinge invece alla tradizione degli abbinamenti con la frutta secca e le note tostate, una combinazione amatissima nei luxury hotel del Nord Europa. Si realizza un piccolo cubo di pain d’épices (il pane speziato francese) leggermente tostato, sul quale si posiziona una fetta generosa di Brie Plaisir du Roy lasciata a temperatura ambiente, affinché la sua consistenza sia quasi fondente. Il tutto viene completato con una spennellata di miele di castagno e una noce pecan tostata e salata. Per questa creazione, l’abbinamento corretto esce dagli schemi del solito vino bianco per abbracciare un vino passito strutturato, come un Sauternes.
Punta tutto sull’esposizione
Il Brie Plaisir du Roy deve essere visibile: una forma intera, con la sua carta originale marchiata, deve essere esposta su un tagliere di legno pregiato sul banco del bar o del buffet, mostrando la goccia che si crea al taglio, segno inequivocabile della percentuale dei grassi. Il personale di sala, nel servire i finger food, deve presentare il piatto menzionando il nome del produttore e spiegando che la straordinaria morbidezza della preparazione è dovuta esclusivamente alla qualità intrinseca di questa specifica selezione.
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