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Bar – Autunno: cosa deve accadere dietro il tuo bancone

Se sei stato alla Nuvola di Roma per l’edizione 2026 del Roma Bar Show, ti sarai accorto che la fiera parlava soprattutto di ciò che sta cambiando nel bicchiere prima ancora che arrivi al cliente: cosa contiene, cosa non contiene, e da dove arrivano gli ingredienti.

Quali sono i cambiamenti da tenere assolutamente d’occhio?

Già lo immagini: le proposte senza o a bassa gradazione. In fiera c’era un’intera area con distillati analcolici di ogni tipo, dall’amaro al limoncello, insieme a un numero crescente di bevande pronte da bere pensate per chi non vuole alcol: un Negroni senza alcol, l’ouzo greco in versione zero, cocktail imbottigliati ottenuti sottraendo l’alcol a uno spirito vero, fino a una linea italiana con il fungo come ingrediente e ad altre etichette storiche che hanno lanciato la propria gamma no alcol.

Il pubblico che guida questa domanda è soprattutto la Gen Z, che sceglie il bicchiere senza alcol anche nelle uscite serali del weekend, senza per questo rinunciare al rito del cocktail bar. La tua clientela include questa fascia d’età? La tua carta autunnale dovrà allora contenere almeno due o tre proposte no o low alcol costruite con la stessa cura di quelle alcoliche.

L’ingresso del tè all’ora dell’aperitivo

Il tè sta uscendo dal ruolo di bevanda tradizionale per diventare un riferimento aromatico trasversale, capace di attraversare bevande, snack e prodotti da forno insieme a benefici funzionali percepiti dal consumatore. Le varietà che il mercato sta esplorando parlano di oolong, matcha, hojicha, gelsomino, pu’er, oltre a interpretazioni legate a specifiche aree geografiche. Anche il tè alcolico è tra le sottocategorie con la crescita più rapida nel comparto RTD, un fenomeno nato soprattutto negli Stati Uniti sulla scia delle hard seltzer, le bevande gassate a base di alcol e aromi di frutta. In Europa, dove il tè è già un prodotto familiare al consumatore, questo potrebbe tradursi in un potenziale di crescita ancora maggiore.

Per il tuo aperitivo, il punto di applicazione più immediato è il tè frizzante, che secondo gli analisti si sta ritagliando un ruolo come alternativa allo spumante analcolico, quindi come bevanda da aperitivo a tutti gli effetti, non da fine pasto. Il mercato italiano dei liquori a base di tè resta di nicchia, ma è in crescita e sta sperimentando nuove forme di presentazione per proporsi come alternativa ai cocktail classici. 

Alla fiera romana si è poi vista la presenza attiva delle famiglie storiche italiane della liquoristica, impegnate nel rinnovamento della propria gamma soprattutto sul fronte zero e low alcol.

Un altro fenomeno da monitorare è quello dei cocktail pronti da bere, che secondo gli osservatori del settore stanno aprendo la miscelazione anche a locali privi di personale specializzato o di una bottigliera strutturata, oltre a portare il cocktail direttamente sugli scaffali della distribuzione. 

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Autore: Ristopiù Lombardia

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