Hotel – Assaggia. Scegli. Ordina. La degustazione fa crescere l’aperitivo
Tre piccoli assaggi possono valere più di un vassoio pieno? Certamente, soprattutto se quei tre assaggi hanno un nome, una sequenza e portano il cliente verso una scelta successiva.
Gli specialist di Ristopiù Lombardia suggeriscono una strategia molto chiara: all’aperitivo devi costruire valore percepito prima ancora di aggiungere quantità.
Degustazione significa percorso
Parti da tre assaggi. Tre è un numero sufficientemente ricco per comunicare varietà e abbastanza contenuto per controllare porzioni, preparazioni e food cost. Puoi costruire, per esempio, una degustazione territoriale con tre piccoli prodotti italiani; una verticale intorno allo stesso ingrediente; oppure un percorso crescente, dal sapore più delicato a quello più intenso. Accompagna gli assaggi con una bevanda scelta appositamente e attribuisci alla proposta un prezzo unico. Lasciati ispirare dalle proposte di spirits e per i mocktail che trovi sul catalogo generale www.ristopiulombardia.it.
Il cliente dell’hotel, o quello arrivato proprio per l’aperitivo, deve percepire immediatamente la differenza tra “drink con qualcosa da mangiare” e “degustazione aperitivo”: qui nasce la possibilità di lavorare sul prezzo.
La seconda proposta possiede un’identità, può essere raccontata e soprattutto diventa confrontabile con un’esperienza, anziché con la quantità di cibo presente sul piatto.
Fai lavorare ogni assaggio due volte
Scegli ingredienti già presenti nel tuo assortimento, utilizzabili anche in panini, piatti della pausa pranzo o altre preparazioni. Standardizza grammature e impiattamento e calcola il costo della degustazione completa, compreso ciò che spesso sfugge: pane, salse, guarnizioni e sfrido.
Poi fai compiere agli assaggi un secondo lavoro: devono generare una vendita. Il formaggio assaggiato può diventare il protagonista di un tagliere premium. Il salume può entrare in un secondo percorso. Una particolare referenza beverage può essere proposta nel calice successivo. Una crema, una conserva o un prodotto gastronomico possono diventare il motivo per tornare.
La degustazione, in altre parole, diventa un piccolo showroom commestibile del tuo assortimento.
E considera un altro dato interessante: i 16-34enni frequentano in modo significativo proprio i momenti serali dell’aperitivo e prediligono maggiormente format e luoghi di consumo “easy” (fonte: Fipe) È un pubblico ideale per una proposta breve, leggibile, condivisibile e con un prezzo chiaro.
Cambia quindi la domanda che ti fai davanti al vassoio dell’aperitivo. Invece di chiederti “quanto devo mettere?”, chiediti “dove voglio portare il cliente, interno o esterno che sia, dopo il primo assaggio?”.




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